“Blankets” di Craig Thompson (a cura di C. Gambale)

Scritto da Noemi Giovino

Pubblicato il 15 Gennaio 2021

Torna l’appuntamento con Carla Gambale, creatrice di Tararabundidee, blog dedicato al mondo della letteratura nelle sue più ampie sfaccettature. Per il nostro blog, come sapete, Carla si occupa di consigliarvi una serie di graphic novel a tema storico e archeologico. Oggi, insieme a lei, ci permettiamo una piccola variazione sul tema, proponendovi un fumetto per questi giorni un pochino freddi!

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Siamo negli anni ’90 tra Michigan e Wisconsin, fa freddissimo. È tutto ghiacciato e ovattato dalla neve, anche l’infanzia di Craig Thompson, autore di Blankets, uno dei classici del fumetto moderno. Blankets, coperta, riparo e non solo dal freddo.

L’infanzia di Craig è difficile, pressata da una famiglia cristiana evangelica e lui usa sì le sue coperte come riparo, ma in realtà il fumetto più che voler raccontare il turbamento di un’infanzia e poi di un’adolescenza difficile, vuole raccontare il primo amore.

Blankets nasce infatti da un’idea semplice: descrivere come ci si sente nel dormire vicino a qualcuno per la prima volta e Thompson ci riesce egregiamente. Non è però una storia puramente romantica, né adolescenziale, né di formazione, è un amalgama di generi e temi. Il protagonista è Craig, proprio l’autore, che è sensibile, fin troppo. Non si sente parte del mondo, della società e cercando il suo posto nel mondo trova rifugio nella religione. Il problema però è che la fede lo chiude ancora di più, lo allontana dal mondo reale che si allontana abbastanza dai mitici racconti biblici. Craig è come una foglia nel vento, trasportata dalle situazioni, vittima inerme degli eventi, che non riesce mai a reagire, ma in suo soccorso arriva Raina. Nulla la spaventa, perché è cresciuta in una famiglia in cui nascondersi dietro alla fede non è la soluzione.

Se Craig non ha idea del suo posto nel mondo, Raina ha le idee chiare perché per forza di cose ha dovuto trovate il suo posto. La drastica decisione finale avvicina Raina alla Eveline di Joice, incline sì al cambiamento e al tentare di inseguire un avvenire gioioso, ma che alla fine rimane ancorata alla routine e alle responsabilità verso la famiglia.

Perfetto per questi giorni freddissimi e ancor più perfetto, vista la mole, per rimanere a casa incollati ad una narrazione spettacolare e a dei disegni sognanti e particolari. 

 

©Carla GambaleTararabundidee per Associazione Ambrosia

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