Colori di piante, profumi di leggende: il sambuco

Scritto da Noemi Giovino

Pubblicato il 11 Dicembre 2020

Inauguriamo una nuova rubrica che i lettori ambrosiani potranno seguire nei prossimi mesi. Colori di piante, profumi di leggende vi porterà alla scoperta di fiori e piante che hanno legato i loro significati a particolari eventi, usi e tradizioni locali. Primo appuntamento: il Sambuco!

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Di cosa si tratta – il Sambuco è una pianta abbastanza comune e diffusa in tutta Europa ma molto misteriosa che fa parte della famiglia delle caprifoliacee. Ne esistono diverse specie tra cui le più comuni sono il Sambucus nigra, dalle bacche nere o violacee; il Sambucus racemosa, dalle bacche rosse e il Sambucus ebulus che tuttavia è velenoso per l’uomo (non raccogliete mai piante spontanee o frutti se non le conoscete bene!). I suoi fiori (a volte sono davvero grandissimi) vengono raccolti nel periodo primaverile mentre i frutti si raccolgono da agosto a settembre. Il termine invece deriverebbe dal greco “sambyké”, nome di uno strumento a corde triangolare costruito con i rami cavi dell’arbusto.

Erboristeria – in erboristeria viene usata ogni singola parte del sambuco. Fiori, foglie, bacche e corteccia sono impiegate nella preparazione di decotti, tisane, sciroppi.

Cucina – nella provincia di Palermo, a Palazzo Adriano, viene preparato un pane tipico che in dialetto si chiama “Pani cu Savucu” (pane con il sambuco) con i fiori della pianta. Nel Lazio invece viene prodotta la Sambuca, un liquore presente nella tradizione romana e viterbese. La Sambuca romana (40°) contiene olii essenziali derivati dalla distillazione a vapore dell’anice stellato e dell’anice verde uniti ad una soluzione concentrata di zucchero, sambuco, coriandolo e altri aromi naturali. La versione viterbese è un distillato a caldo a base di anice stellato, sambuco, alcol, zucchero e acqua. A casa, con i frutti, si possono preparare anche delle deliziose marmellate!

Leggende e curiosità – numerosissime. Si narra che avesse la capacità di allontanare malattie e spiriti maligni ed è per questo che spesso lo si trovava nei pressi delle case, per attirare la buona sorte e per scongiurare malanni e presenze negative. Perfino nella religione cristiana il sambuco occupa un posto importante: dovrebbe essere il legno di cui era costituita la croce o secondo altri l’albero a cui si impiccò Giuda (in ricordo di ciò il fungo che nasce alle pendici dell’albero si chiama “Orecchio di Giuda”). Fra i Germani il sambuco si chiamava Holunder, «albero di Holda», una fata del folklore germanico medievale, raffigurata come una giovane donna dai capelli lunghi e dorati che dimorava all’interno dei sambuchi. Tra l’altro nel calendario celtico, il sambuco rappresenta il tredicesimo mese lunare: un 13 che significa passaggio e rinnovamento.

Cultura popolare: i più appassionati del genere ricorderanno che, nella saga di Harry Potter, la bacchetta giovane mago è proprio realizzata in legno di sambuco!

Noemi Giovino, archeologa medievista.

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