Santa Maria Maggiore e la neve d’agosto

miracolo della neve santa maria maggiore

Scritto da Martina

Pubblicato il 4 Agosto 2020

La basilica di Santa Maria Maggiore all’Esquilino, il più antico santuario mariano d’occidente, deve la sua esistenza ad un pio miracolo: quello della neve d’agosto. Ne avete mai sentito parlare? 

La leggenda della neve d’agosto 

Intorno all’anno 350 d.C. viveva a Roma un ricco e devoto patrizio di nome Giovanni. Egli, non avendo eredi, decise di impiegare tutta la sua ricchezza in un’opera in onore di Dio. 

Questo pensiero però lo preoccupava, poiché non sapeva di preciso in cosa dovesse consistere questa opera. Nell’incertezza, si rivolse in preghiera alla Vergine perché lo aiutasse dandogli un segno sul da farsi.

Una notte d’estate, tra il 4 e il 5 agosto, la Madonna apparve al patrizio Giovanni dicendogli di far costruire una chiesa dove l’indomani avrebbe trovato la neve caduta di fresco. 

Il devoto romano fece voto di adempiere al comando della Madonna. La cosa però sembrava impossibile: già la neve a Roma è una rarità durante l’inverno, figuriamoci in agosto!

Una strana casualità…

…volle che anche a papa Liberio, nella stessa notte,  apparve in sogno la Vergine. Ella gli ordinò di recarsi al mattino seguente all’Esquilino, dove avrebbe trovato la neve caduta di fresco.  Il papa non credeva che il suo fosse un sogno premonitore!

Sin dalle prime ore del mattino correva per Roma una voce: “Sull’Esquilino ha nevicato!”. 

Papa Liberio e il patrizio Giovanni, profondamente commossi, si recarono sul posto a controllare di persona.  Trovarono effettivamente un bianco tappeto di candida neve,  sul quale il Papa segnò l’area della chiesa e diede ordine iniziare i lavori. Il patrizio Giovanni fornì il denaro necessario per costruire la basilica, che chiamarono “Liberiana” in onore del pontefice. 

Quasi un secolo dopo, per commemorare il concilio di Efeso del 431 (nel quale era stata proclamata la maternità divina di Maria), papa Sisto III ordinò la ricostruzione della chiesa. Di questo rifacimento restano tutt’ora le navate con le colonne e i trentasei mosaici della navata superiore. 

Dal culto pagano alla devozione cristiana

Si scelse l’Esquilino per la fondazione dell’edificio mariano probabilmente per cancellare la memoria del culto di Giunone Lucina,  divinità pagana cui erano dedicate le feste dei matronalia celebrate nel piccolo tempio  proprio sul quel colle. A questo tempio si sostituì quello di devozione cristiana intitolato a Maria, implorata come protettrice del parto.

La tradizione della neve d’agosto a Santa Maria Maggiore oggi

Il 5 agosto di ogni anno si commemora la fondazione della chiesa con una solenne messa pontificale nella cappella Paolina dove, a ricordo della nevicata, bianchi petali di rosa cadono dalla grande cupola .

La basilica di Santa Maria Maggiore viene chiamata ” ad Nives” nella bolla di papa Niccolo IV del 1288, e a quell’epoca risalgono i mosaici di Filippo Rusuti raffiguranti la storia del miracolo, tutt’ora visibili sotto la loggia settecentesca che copre la facciata originale. Nella foto potete ammirare il mosaico che ritrae la nevicata, dove Dio insieme a Maria – patrona e protettrice della chiesa,  gettano sui fedeli un manto innevato.

Martina Paliani, storica dell’arte

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